Viaggio lento in Calabria: quando tornare è partire davvero

Viaggiare con lentezza: la Calabria che ti entra nel cuore
Ci sono viaggi che servono a scoprire il mondo, e altri che servono a ritrovare se stessi. Tornare in Calabria è un po’ entrambe le cose. È un viaggio che non si fa mai solo con i piedi, ma con l’anima. Per chi è cresciuto tra montagne odorose di resina, tra silenzi che parlano più di mille parole e camini accesi che sanno di casa, ogni ritorno è un andare più in profondità. Non è solo nostalgia: è radice che chiama, è appartenenza che sussurra.
Nel cuore della Sila, la mia Calabria continua a raccontarsi con la voce calma delle cose vere. Non urla, non si impone. Ti invita. A rallentare. A respirare a pieni polmoni. A lasciarti attraversare dai luoghi, dai volti, dai ricordi. E a portarne via un pezzetto nel cuore.
La Calabria dell’interno: tra borghi sospesi e silenzi che scaldano
Lontano dalla Calabria delle cartoline, c’è un’altra terra, più nascosta e più autentica. Una Calabria fatta di borghi appoggiati sulle colline, di strade in salita che odorano di pietra e legna bruciata, di anziani che ti salutano con un cenno e un sorriso, come se ti conoscessero da sempre.
È un luogo che non si concede a chi ha fretta. Che non vuole essere guardato in superficie, ma vissuto fino in fondo. Ogni casa ha una storia, ogni piazza ha un’eco. Qui il tempo si è fatto lento, e la lentezza è diventata un valore. La Calabria dell’interno è una maestra di pazienza e profondità. Ti prende per mano, e ti accompagna. Senza clamore. Con verità.
San Giovanni in Fiore: tra altopiani, storia e respiro
San Giovanni in Fiore è più di un punto sulla mappa. È respiro. È ritorno. È quella stretta dolce allo stomaco che senti quando il paesaggio ti parla. È la mia città, adagiata tra le curve morbide della Sila, sospesa tra cielo e boschi, tra memoria e identità.
L’Abbazia Florense domina la scena come una sentinella silenziosa. La attraversi e il tempo cambia passo. Le pietre antiche raccontano di spiritualità e visioni, di Gioacchino da Fiore e del suo sogno di un’umanità riconciliata. Le luci filtrano tra gli archi gotici, e ti sembra di camminare dentro una preghiera.
Qui tutto è ancora vero: il pane si impasta con le mani, le stagioni scandiscono i ritmi delle giornate, l’inverno copre tutto con una coltre bianca che sa di poesia. E tu, in mezzo a questa quiete, ti riscopri intero. Ti senti parte di qualcosa di più grande, che non ha bisogno di parole per essere compreso.
Il ritorno come viaggio dell’anima
In un tempo che ci spinge sempre altrove, tornare può sembrare un passo indietro. Ma non lo è. Tornare in un luogo che ci ha cresciuti, che ci ha forgiati, è uno dei viaggi più potenti che possiamo fare. È vedere con occhi nuovi ciò che ci sembrava familiare. È riscoprire la bellezza nei dettagli che credevamo scontati.
La Calabria, con i suoi silenzi, i suoi profumi, la sua lentezza antica, ci insegna che il vero viaggio non è quello che ci porta lontano, ma quello che ci riporta a casa. Dentro e fuori.
Curiosità locali
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Chi era Gioacchino da Fiore?
Mistico e pensatore del XII secolo, fondò l’Abbazia Florense e con le sue visioni influenzò profondamente il pensiero medievale. Dante lo cita nel Paradiso come spirito profetico. -
Cosa significa “Florense”?
Il termine evoca la “fioritura” spirituale di cui parlava Gioacchino. Un nome che porta con sé l’idea di rinascita, armonia e bellezza interiore. -
Perché San Giovanni in Fiore si chiama così?
Il nome unisce la figura di San Giovanni Evangelista al concetto di “in Fiore”, simbolo del pensiero gioachimita e del legame con la spiritualità e la natura.
Partire con il cuore, tornare con l’anima
Viaggiare non è solo spostarsi. È imparare a guardare. È sapere quando fermarsi. È sentire il peso leggero delle radici sotto i piedi, anche quando si è lontani. E quando si torna, si torna diversi. Più consapevoli. Più veri.
La Calabria, se le lasci spazio, ti cambia. Non ti chiede di capirla subito. Ti invita ad ascoltarla. E se lo fai, ti insegna che c’è una bellezza profonda nella semplicità, nella lentezza, nei luoghi che non si mettono in mostra. Luoghi che non si dimenticano. Come una carezza sul cuore.
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